• Pellegrini verso il Santuario di Loreto, Incisione del sec. 16° (part.)

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La Via Lauretana, nella parte iniziale, si identifica con la Flaminia che, da Roma, giunge a Foligno dopo aver toccato Castelnuovo, Civita Castellana, Borghetto, Otricoli, Narni, Terni e Spoleto. A Foligno, valicati gli Appennini al passo di Colfiorito, scende nella valle del fiume Chienti lungo la quale tocca Serravalle del Chienti, Bavareto, Gelagna, Muccia, Pontelatrave, Polverina, Valcimarra, Belforte, Le Grazie, Tolentino, Passo di Pollenza, Sforzacosta, Macerata, Sambucheto, Recanati, Loreto; da qui prosegue per Ancona e poi per Bologna. Tuttavia è da ricordare che questo tragitto, per altro da sempre in funzione, acquistò nuova importanza e maggiore frequenza di traffici e di viaggiatori quando Gregorio XIII, nel 1578, fece perfezionare questo itinerario, che, pur essendo più lungo di altri, offriva però un tragitto più comodo in considerazione dell’accresciuto traffico di carrozze e di mezzi su ruote, ed evitava le località di collina, spesso di difficile transito, beneficiando delle vallate dove costeggiava i fiumi. E l’intervento di papa Gregorio XIII è ricordato indirettamente dal Montaigne quando dice di essere entrato in Macerata attraverso la “Porta Boncompagno”, così chiamata dal nome del casato del pontefice.

In tempi anteriori era frequentata anche quella che veniva definita “la via dritta” che partiva da Roma e toccava Camerino: Otricoli, Narni, Terni, Spoleto, Camerino, San Severino, Recanati per giungere finalmente a Loreto. Tuttavia neppure questa era l’unica alternativa. Talvolta le condizioni della strada Loreto - Colfiorito induceva a cambiare percorso e ad intraprendere l’itinerario per Jesi : Loreto, Castelfidardo, Jesi, San Severino, Castelraimondo, Matelica, Fabriano fino alla via Flaminia. Non era però raro il caso che da Castelraimondo i viaggiatori, salendo a Camerino o scendendo verso Pioraco tornassero sul percorso della Loreto - Colfiorito. Inoltre, indipendentemente dall'itinerario scelto, Camerino suscitava uno spiccato interesse per l’importanza e la rinomanza della città ducale e quindi diveniva tappa dei pellegrini illustri che vi si fermavano per rendere omaggio alla famiglia Varano. Da Camerino si poteva tornare sulla Lauretana scendendo alla Muccia o percorrendo la strada che passava per il convento dei Cappuccini a Renacavata, scendeva a Capolapiaggia e si immetteva sulla Lauretana a Valcimarra. E poi c’erano quanti provenivano da Visso e dal suo circondario: nel cammino verso la Lauretana - alla quale si ricongiungevano presso Pontelatrave - non mancavano di effettuare una breve deviazione per fermarsi lungo il percorso del pellegrinaggio a visitare Macereto, un altro santuario mariano, importante e rinomato. La Via Lauretana, oltre che per il concorso peregrinatorio, trovava la sua importanza nel fatto che univa le due città, Roma e Ancona: quest’ultima aveva uno dei porti più attivi e frequentati di tutto l’Adriatico dove affluivano le merci provenienti dall’Oriente. Inoltre per questa strada passava tutto il grano proveniente dalle Marche, raccolto soprattutto a Tolentino, San Severino e Fabriano; fin da tempi antichissimi, inoltre, su questa strada si esercitava il commercio del sale che veniva trasportato dalla costa verso l’interno. A testimonianza degli antichi scambi, risalta, nelle necropoli picene, la presenza di pregiate ceramiche provenienti sia dalla Grecia e sia dall’Etruria che andavano a completare il corredo funebre di produzione locale. 

Inoltre, considerato che la Via Lauretana congiungeva il versante adriatico a quello tirrenico, in particolare Roma, essa costituì il terreno su cui si volgeva, teoricamente costante, il ben organizzato servizio postale dello Stato pontificio e, nel contempo, il tragitto, per così dire, ufficiale, per papi, sovrani, amministratori, commercianti e, soprattutto, pellegrini. Nel 1585 fu percorsa addirittura da tre ‘ambasciatori’ giapponesi provenienti da Roma che, dopo una sosta ed una accoglienza ufficiale a Tolentino ed in altre città, giunsero a Loreto per il loro omaggio alla Madonna. 

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Visso, antica indicazione stradale per i santuari di Macereto e Loreto

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Tatuaggi, simboli del pellegrinaggio a Loreto